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Convegno Attrattivitą - Approfondimento

“L’Osservatorio – ha dichiarato Carlo Secchi, Rettore dell’Università Bocconi e membro del Comitato Esperti Fondazione Italiana Accenture– ha confermato l’assoluta centralità del tema competenze sotto numerosi aspetti che vanno dall’innovazione alla qualità, passando attraverso la formazione e la disponibilità di infrastrutture, come la banda larga solo per fare un esempio, che facilitino la circolazione del sapere. Inoltre, il gruppo di lavoro Bocconi-Accenture che sviluppa l’Osservatorio sta ora lavorando all’individuazione di alcuni cantieri ‘trasversali’ che potrebbero abilitare e sostanziare numerosi progetti. Per ora stiamo lavorando su filoni come lo sfruttamento delle risorse peculiari del nostro paese, ad esempio quelle turistiche e culturali, sul tema delle filiere e della loro sostenibilità economica, sulla valorizzazione degli aspetti territoriali e sull’internazionalizzazione”.

Diego Visconti, presidente della Fondazione Italiana Accenture, ha aperto i lavori ricordando che “la cultura di Accenture è sempre stata basata sul concetto di realizzare concretamente progetti strategici. Abbiamo voluto applicare questo approccio, attraverso la nostra Fondazione, anche ad un tema collettivo come l’attrattività del Sistema Italia. Ben al di là delle prime indicazioni che emergono, l’Osservatorio vuole fornire agli operatori economici e politici una base informativa estremamente solida per trovare degli obiettivi strategici precisi e realistici in termini di modelli di sviluppo ma anche, soprattutto, le leve concrete e più efficaci per tradurli in pratica”.

Robert Shiller, Stanley B. Resor Professor of Economics, Yale University, che ha introdotto il convegno, ha detto: “Lo sviluppo di un sistema paese è legato a un processo continuo di innovazione e invenzione basato sull’analisi e sulla conoscenza, al fine di creare nuovi modi per gestire il crescente rischio di stampo economico-finanziario e sociale. Il mondo dei policy-maker e dell’impresa deve essere oggi in grado di governare il rischio derivante da scenari sempre più complessi e in evoluzione, che richiedono nuovi strumenti, anche tecnologici, e una nuova sensibilità in termini di comprensione della psicologia umana e dell’impatto sul sociale. Solo in questo modo è possibile ridurre l’attuale trend di ineguaglianza economico-sociale e ridurre le esternalità di un paese ed aumentarne efficacemente l’attrattività. Alcuni passi concreti possono essere rappresentati da nuove logiche di assicurazione e di tassazione, da riforme sostenibili del welfare state e da una crescente consapevolezza diffusa dei rischi correnti e futuri.”

Vittorio Colao, Amministratore Delegato Vodafone Omnitel N.V., ha dichiarato: : ”Dal punto di vista di un imprenditore che vuole investire in Italia, occorre perseguire alcune leve fondamentali: maggiori competenze del sistema Paese, segnali di una rapida reattività del suo sistema economico, semplicità dei processi burocratici e investimenti nelle infrastrutture. Attualmente il Sistema Italia è forte, reattivo, ma occorre innanzitutto migliorare il processo di formazione. Serve un ‘progetto’ che valorizzi le competenze, con il coraggio di creare competizione intellettuale: una sfida per un Paese dove l’età media della popolazione è più alta, con la conseguenza non solo di costi sociali crescenti, ma anche di scarso interesse alla sperimentazione. Infine un punto critico è certamente rappresentato dall’eccessiva complessità della burocrazia, che causa poca cultura della concorrenza e non stimola l’innovazione”.

Mario Greco, Amministratore Delegato e Direttore Generale RAS, ha sostenuto: ”Le priorità del nostro paese risiedono innanzitutto nel finalizzare e rendere disponibili capitali per investimenti di medio-lungo periodo, potenzialmente fruibili grazie al fatto che l’Italia è uno dei paesi che ha il tasso di risparmio più elevato. L’Italia paga un’instabilità politico-sociale, più percepita che reale, che frena gli investimenti di lungo termine e che vede gli investitori impegnarsi solo nel breve, con opzioni di uscita. Le imprese italiane devono effettuare semplici ma coraggiosi passi di trasparenza e innovazione che già altri paesi hanno perseguito ottenendo ottimi risultati. In terzo luogo la ricerca rappresenta un investimento imprescindibile per un paese che vuole tornare a diventare competitivo puntando anche sull’innovazione tecnologica.”

Vittorio Merloni, Presidente Merloni Elettrodomestici, ha dichiarato: “Noi crediamo che l’Italia si debba dare una missione di lungo termine. Secondo me la competizione futura sarà prevalentemente basata sugli aspetti intangibili, essendo i due terzi del valore di un’azienda rappresentati da brand, attività di ricerca e sviluppo, cultura aziendale ecc. In Italia abbiamo la possibilità di valorizzare il nostro patrimonio con un progetto che passa attraverso quattro requisiti fondamentali: l’effettiva concorrenza, la semplicità e la velocità dei processi e efficaci servizi alle imprese. Questo ultimo punto è indicato anche dallo studio dell’Osservatorio come il più negativo, che dire a tale proposito della scomparsa dello Sportello Unico italiano?”.

Corrado Passera, Amministratore Delegato Banca Intesa, ha detto: ”Ci sono alcuni punti fondamentali che occorre affrontare per rendere attraente il nostro Paese. Innanzitutto l’Italia deve sviluppare un progetto per il Paese, coinvolgendo attorno ad esso un clima di fiducia tra tutte le parti sociali. Il tema della condivisione assume dunque un ruolo fondamentale: tutti devono giocare di squadra e operare con una logica di sistema. Il Paese sconta ad oggi un deficit di immagine presso la comunità internazionale ed è per questo che diventa ancora di più decisivo lavorare insieme su un progetto di “sistema paese”. E’ essenziale avere un progetto, che non riguarda solo la competitività, ma anche la coesione sociale, intesa come qualità della vita, e di opportunità.”

Paolo Scaroni, Amministratore Delegato e Direttore Generale Enel, ha dichiarato: ”Il prezzo dell’energia in Italia è significativo e deriva da scelte storiche di politica energetica che ci vedono penalizzati rispetto ad altri paesi europei come la Francia. I costi di generazione sono alti a causa del prezzo del mix di combustibili che adottiamo”. Scaroni ha spiegato che entro 4 anni Enel intende riconfigurare tale mix riducendo i costi del kwh prodotto di circa 40%. Gli effetti di questa rivoluzione saranno fondamentali per contribuire ad aumentare la competitività del sistema paese Italia. Un altro aspetto che tengo a sottolineare è che nel nostro paese viviamo un paradosso infrastrutturale per cui i cittadini chiedono sempre più servizi, ma non accettano di veder realizzate le infrastrutture necessarie alla loro erogazione. In tal senso è necessario adottare una solidarietà infrastrutturale, ossia un approccio razionale, condiviso con tutti gli stakeholder, fondato su analisi scientifiche e una corretta valutazione dei costi-benefici di ciascuna opera.”

Bruno Tabacci, Presidente Commissione Attività Produttive, Camera dei Deputati, ha dichiarato : “Un’analisi attenta dei risultati dell’indagine dell’Osservatorio evidenzia come più che di stabilità politica questo paese necessiti di qualità politica. Serve più cultura di governo e più progettualità, insieme ad un approccio più equilibrato e bipartisan, che eviti una continua modifica delle regole a ciascun passaggio di legislatura. Non giovano all’attrattività e alla realizzazione di un sistema effettivamente concorrenziale i particolarismi siano essi politici, economici, sociali o locali. Servono trasparenza istituzionale, coerenza progettuale, collaborazione industriale ed investimenti in cultura e ricerca.”

"Parlando di attrattività italiana", ha concluso Mario Monti, Commissario per la Concorrenza Unione Europea e Presidente dell'Università Bocconi, "non si può prescindere dall'attrattività europea e, perciò, dalle incertezze, lentezze e ambiguità che caratterizzano l'attuazione della strategia di Lisbona. Si sta pensando a come migliorare il processo, ma in ogni caso è velleitario pensare agli obiettivi di Lisbona, e cioè al futuro, con una struttura di bilancio come quale attuale , che riflette le esigenze del passato. Pur essendo una delle ultime nate, l'Autorità per la concorrenza italiana ha acquisito dal 1990, credibilità, rispetto ed efficacia", ha aggiunto, entrando nel dettaglio nazionale. "Purtroppo lo stesso garante evidenzia come vadano inascoltate le segnalazioni che non manca di fare, in occasione del rapporto annuale, sul fatto che alcuni atti legislativi e amministrativi finiscano con l’essere lesivi della concorrenza."
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